Per ottenere un ricamo di qualità, non basta creare un buon file da ricamo o regolare la tensione dei fili.
Un elemento spesso sottovalutato ma fondamentale è lo stabilizzatore, ovvero il supporto che si applica sotto (o sopra) il tessuto durante la cucitura a macchina.
Ma quale stabilizzatore da ricamo scegliere?
Vediamolo insieme.

Perché è importante usare uno stabilizzatore nel ricamo
Ti è mai capitato di ricamare su un tessuto e vedere un risultato deludente?
Magari il ricamo si è deformato, si è ritirato, o peggio ancora il tessuto si è strappato?
Spesso il problema è proprio nel tipo di supporto utilizzato.
Conoscere i diversi stabilizzatori per ricamo ti aiuterà a:
- mantenere stabile il tessuto durante la cucitura
- ottenere punti puliti e precisi
- evitare che il filo affondi o che il tessuto si sposti
- migliorare la definizione e la qualità finale del ricamo.
Tipi di stabilizzatori per ricamo a macchina
I tre principali stabilizzatori utilizzati sono:
- Stabilizzatore a strappo
- Stabilizzatore da taglio
- Stabilizzatore idrosolubile (lavabile)
Vediamo ora in dettaglio le caratteristiche e i consigli d’uso per ciascuno.
1.Stabilizzatore a strappo
È il più utilizzato per la sua facilità di rimozione. Fornisce un supporto temporaneo e, una volta terminato il ricamo, si può strappare via con facilità.
Consigli pratici:
- Strappa sempre lontano dal punto, per non danneggiare il ricamo.
- Disponibile in varie grammature:
- Usa grammature leggere per ricami semplici e tessuti leggeri
- Usa grammature più pesanti per tessuti spessi e disegni con molti punti
- Ideale per: tessuti stabili o intrecciati (cotone, pelle, lino, spugne, ecc.)
- Sconsigliato per: tessuti elastici

2.Stabilizzatore da taglio
Questo tipo di stabilizzatore è permanente e offre massima stabilità. Dopo la cucitura, si taglia con le forbici vicino al ricamo.
Consigli pratici:
- Ottimo per tessuti elastici o instabili come magliette, felpe e maglieria
- Resiste ai lavaggi e mantiene il ricamo stabile nel tempo
- Anche qui, scegli la grammatura in base al tipo di tessuto e alla complessità del ricamo

3.Stabilizzatore idrosolubile
Chiamato anche lavabile, è uno stabilizzatore che si scioglie in acqua. Utile per progetti in cui il supporto non deve restare visibile, come pizzi, tulle, organza o ricami tridimensionali.
Come si usa:
- Rimuovi l’eccesso
- Risciacqua il tessuto in acqua tiepida
- Il ricamo resterà perfettamente visibile senza residui di supporto

Altri stabilizzatori speciali
Esistono anche supporti tecnici che migliorano la resa su materiali difficili:
Stabilizzatore termoadesivo
Perfetto per tessuti elasticizzati come jersey o tutine.
Si applica con il calore del ferro o della pressa per evitare che il tessuto si arricci o si allunghi.
Idrosolubile e termogarza
Vanno posizionati sopra il tessuto per evitare che il pelo entri nei punti del ricamo.
Idrosolubile ideale per tessuti a pelo come pile, asciugamani, ecc
La termogarza si dissolve con il calore del ferro o di una pressa e dona un effetto pulito e rifinito.
Questo tipo di stabilizzatore viene comunemente utilizzato per tessuti che sono sensibili all’umidità. Sono adatti per lavorazioni su pile, velluto o finta pelle.

Conclusioni
Non esiste un supporto “migliore” in assoluto: ogni progetto ha bisogno del giusto tipo di stabilizzatore.
Avere tutti e tre i tipi di stabilizzatori principali è indispensabile:
- A strappo → per tessuti stabili (cotone, pelle, lino).
- Da taglio → per tessuti elastici (magliette, felpe, maglieria).
- Idrosolubile → per tessuti trasparenti (pizzi, tulle, organza).
La scelta corretta dello stabilizzatore è fondamentale per creare ricami perfetti, durevoli e di qualità professionale.
Consiglio: Tieni sempre a disposizione tutti e tre i tipi principali, in diverse grammature. Così sarai pronto per ogni tipo di lavorazione.
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